venerdì 10 novembre 2017

Presentazione Ready player one di Ernest Cline


- Titolo: Ready player one


- Autore: Ernest Cline


- Casa editrice: DeA


-  Pagine: 448


- Trama:
 
Chiunque abbia la mia età ricorda esattamente dove si trovava e che cosa stava facendo nel preciso istante in cui, per la prima volta, sentì parlare della Caccia. È una fredda mattina di gennaio del 2045 quando la notizia destinata a sconvolgere la vita del giovane Wade rimbalza sugli schermi di tutto il mondo: il creatore di videogiochi più prolifico e geniale di sempre, James Halliday, è morto nella notte senza lasciare eredi. Che ne sarà adesso di OASIS, il formidabile contenitore di universi virtuali da lui ideato? E dei milioni di persone che, ogni giorno, scelgono di trascorrere la propria esistenza nei suoi strabilianti meandri, piuttosto che nella realtà di un pianeta devastato dalle guerre, dalle carestie e dall’ingiustizia sociale? La risposta è contenuta in un video che Halliday stesso ha diffuso poco prima di morire: una caccia al tesoro globale, una sfida virtuale ispirata ai mitici videogiochi della sua (e della nostra) adolescenza.
Chiunque riuscirà a scoprire per primo la serie di indizi disseminati da Halliday, decifrandone il complesso viluppo di citazioni e rimandi, riceverà in premio la sua immensa fortuna e il controllo di OASIS. Per Wade, nerd fino al midollo e appassionato di retrogaming, è l’occasione di riscattare una vita ai margini. Ma la I.O.I., multinazionale tra le più potenti e spregiudicate, non ha alcuna intenzione di restare a guardare, e, pur di mettere le mani su OASIS, si prepara a giocare una partita che più sporca non si può. Acclamato come il primo, grande romanzo dell’Era digitale, Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione. Capace di stupire ed emozionare, e di proiettarci in un futuro che è già presente.

Bookcity 2017 - Incontri con gli autori DeA e De Agostini


Giovedì 16 novembre 

Scritture diffuse: premiazione della selezione per racconti inediti RaccontALI
ore 18.00 - Filiale Intesa San Paolo (Piazza Cordusio, 4)
Premiazione di RaccontALI, il concorso organizzato da ALI – Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo e Libromania. 


Sabato 18 novembre

E se non ci fosse nulla di più speciale che essere assolutamente normali?
ore 10.30 - Biblioteca Sicilia (via Luigi Sacco, 14)
Mavis Miller presenta Lisbeth e il segreto della città d’oro (DeA) e Lisbeth e il giardino dei fiori incantati (DeA)
 
 



 Scrivere, pubblicare, vendere libri tra carta e digitale
ore 10.30 - Terrazza Aperol (Piazza Duomo)
Inaugurazione della seconda edizione di Fai viaggiare la tua storia, la selezione per opere di narrativa inedita organizzata da Autogrill e Libromania. Partecipano: Irma Cantoni, vincitrice della prima edizione con Il bosco di Mila, gli autori bestseller Anna Premoli (Newton Compton Editori) e Leonardo Patrignani (DeA), Stefano Bordigoni (Ad Libromania), Clelia Frasca (Newton Compton Editori) e Stefano Izzo (DeA Planeta).
Caccia al topo con Annalisa Strada
ore 15.00 - Muba (via Enrico Besana, 12)
Una caccia al topo che si trasforma nell’avventura più divertente di sempre.
Annalisa Strada presenta il suo nuovo libro Topi ne abbiamo? (DeA)
Educazione giovanile: la parola a insegnanti e psicoterapeuti
ore 16.30 - Fondazione Adolfo-Pini
Alberto Pellai, autore di L’età dello tsunami (De Agostini) dialoga con Enrico Galiano e Isabella Milani
Ricette sane, semplici, buone e trasportabili per genitori e bambini in movimento
ore 17.00 - Libreria Colibrì (via Laghetto 9/11)
Alessandro Vannicelli presenta il suo ultimo libro Baby Schiscetta (De Agostini) insieme a Francesca Valla (Tata TV). 


 

Bookcity 2017 - Incontri con gli autori Nord e Tea









Venerdì 17 novembre, ore 17.30 – Palazzo Sormani, Sala del Grechetto
LA SCRITTURA CHE CURA

Con Carlotta Vissani e Fulvio Fiori, autore di Le parole che fanno bene (TEA)






Pagine: 288 



ATTRAVERSO ESERCIZI DI SCRITTURA ISTINTIVA, DI SCRITTURA CREATIVA E VISUALIZZAZIONI GUIDATE, FULVIO FIORI CI AIUTA A SCIOGLIEREI NOSTRI PENSIERI NEGATIVI, PER VIVERE MEGLIO

Il pensiero positivo può senz’altro aiutarci nelle questioni concrete, negli aspetti pratici della nostra vita, ma risulta assai meno efficace quando ci spostiamo al livello della nostra psicologia del profondo, perché i pensieri negativi esistono, fanno parte di noi, e anche se cerchiamo di neutralizzarli, continuano a fare danni a nostra insaputa, senza che riusciamo a guarirli. Con la scrittura invece possiamo imparare a trasformare in positivi tali pensieri negativi e, insieme a essi, anche i progetti, le emozioni, i ricordi, un destino... Perché la parola scritta ha un’energia sua propria e un potenziale creativo infinito, concreto e tangibile, purché la si usi in modo consapevole, con intenzione chiara e stile personale.
Dopo Curarsi con la scrittura, con questo libro, frutto di ulteriori studi ed esperienze, Fulvio Fiori continua nel suo percorso di indagine sugli effetti che hanno le parole scritte sulla nostra mente e sul nostro corpo, dando ancora più sostanza alla Bioscrittura, la «scrittura che cura», un metodo olistico nuovo e sorprendente che aiuta a sciogliere i pensieri negativi, a risolverli e a lasciarli andare.



Venerdì 17 novembre, ore 19.00 – Circolo Filologico Milanese, Sala Studio
TOGLIERSI I PESI DAL CUORE. Suggerimenti energetici per abbandonare ciò che ci frena nella vita

Con Alessandra Appiano e Rossella Panigatti, autrice di L’arte di lasciare andare (TEA)






Pag:  208


Dal souvenir senza valore di un viaggio che non abbiamo mai dimenticato, alle fotografie del nostro primo amore; da una casa che ormai ci va troppo stretta, a un lavoro in cui non ci riconosciamo più; da un rapporto che si è usurato, fino a una persona cara che ci ha lasciati…
Lo spettro delle «cose» che nel corso della vita dobbiamo lasciare andare è amplissimo. Si tratta senza dubbio di situazioni molto diverse, il cui valore non è paragonabile, e tuttavia l’esperienza che in questi casi ci troviamo ad affrontare ha degli aspetti simili, di cui è importante avere chiara consapevolezza. Soprattutto se si considerano i problemi che possono derivare dall’incapacità di lasciare andare, a livello mentale e anche a livello fisico. Se in questi momenti, che possono essere cruciali come una separazione o un lutto, o comunque stressanti come un trasferimento o un trasloco, interrompiamo la comunicazione con il centro del nostro essere – per rabbia, per paura, per rancore –, i blocchi energetici che ne derivano possono letteralmente avvelenarci la vita, talvolta persino per sempre.

Il nuovo libro di Rossella Panigatti ci aiuta a capire con precisione cosa succede in questi casi, offrendoci la conoscenza e gli strumenti per fronteggiare con seria leggerezza le svolte della vita e per liberarci da tutto ciò che ci trattiene da una piena realizzazione di noi stessi.


 Sabato 18 novembre, ore 13.30 – Palazzo Morando
CITTÀ IN GIALLO

Con Erica Arosio e Giorgio Maimone, autori Cinemascope (TEA), Renzo Bistolfi, autore di Lo strano caso di Maria Scartoccio (TEA), Massimo Cassani, autore di Soltanto silenzio (TEA) e Leonardo Gori, autore di Musica nera (TEA). Modera Emanuele Manco





Pag: 352



Una nuova avventura per l’avvocato Greta Morandi e il detective Mario Longoni (Marlon), la coppia che indaga nella Milano degli anni Sessanta, dove il boom cede il passo alla congiuntura, i lavori per la metropolitana non finiscono mai e la Dolce vita e la passione per il cinema iniziano a sbarcare anche sui Navigli.

Milano, autunno 1963. I giornali strillano in prima pagina l’assassinio di John Kennedy. Relegata nella cronaca locale, invece, la notizia della morte di Edilio Borghini, un industriale del bianco che viene trovato impiccato nella sua villa di via Monte Rosa. Omicidio? Suicidio? Gioco erotico finito male? La prima sospettata è Francesca Pagliani, un’attricetta per cui la vittima aveva perso la testa.
La morte di Borghini avrà le sue radici nella sua litigiosa famiglia, dove l’algida moglie è ai ferri corti col cognato invidioso ed è odiata dal cugino giocatore, oppure nella sua industria di elettrodomestici, retta con pugno d’acciaio dal direttore Piergiorgio Coda? O sarà nascosta nei suoi filmini da regista dilettante, protagoniste le tante donne di cui si circondava? La strada per la soluzione del mistero è lunga e costellata di cadaveri.


Sabato 18 novembre, ore 14.00 – Teatro Dal Verme
AMORE E ALTRI RIMEDI

Con Eleonora Gaggero e Federico Moccia, autore di Tre volte te (Nord)







Pag: 720



IN TRE METRI SOPRA IL CIELO BABI GLI HA SPEZZATO IL CUORE

IN HO VOGLIA DI TE GIN GLI HA INSEGNATO AD AMARE DI NUOVO

IN TRE VOLTE TE STEP È A UN BIVIO… COME FINIRÀ LA STORIA DI BABI, STEP E GIN?

Che fine ha fatto quel ragazzo arrabbiato col mondo intero, il picchiatore che passava i pomeriggi in piazza con gli amici e le notti a correre in moto? A volte, Step ha l'impressione che quella vita appartenga a un altro. Ormai lui è una persona molto diversa, è un produttore televisivo di successo e sta per sposarsi con Gin, la donna che ha scelto. Gin che è dolce, bella, tenera, perfetta. E che gli ha perdonato persino lo sbaglio di sei anni prima, quando lui l’ha tradita con Babi, il suo primo, mai dimenticato amore.
Babi e Step non si sono più rivisti da allora, ma ecco che Babi rientra come un tornado nella sua vita, rivelandogli una verità sconvolgente. E Step è costretto a riconsiderare tutte le sue scelte, a mettere in discussione tutte le sue certezze. E a porsi delle domande scomode. È davvero felice con Gin? Babi è solo un ricordo o un fuoco che niente e nessuno potrà mai spegnere?

Tre metri sopra il cielo è stato un fenomeno unico, che ha superato i confini editoriali per entrare nel vissuto di chi lo ha letto. È stato il primo libro di una generazione di adolescenti affamati di nuove esperienze, li ha accompagnati nella scoperta del primo amore, quello che poi magari finisce, ma che resterà dentro di te per sempre.



Milioni di lettori si sono immedesimati in Babi e Step, hanno sognato con loro, hanno sofferto con loro, li hanno eletti a modello del vero amore. E, adesso, dopo Ho voglia di te, Babi, Step e Gin tornano a raccontarci la loro storia. Sono diventati adulti, sono cambiati, hanno imparato dagli errori del passato. Ma, forse, in amore non esistono errori e certe cose non cambiano mai.


Sabato 18 novembre, ore 14.30 – Castello Sforzesco, Sala della Balla
SULLE TRACCE DI CATERINA SFORZA E DANTE ALIGHIERI


Con Francesca Riario Sforza, autrice di Io, Caterina (Nord) e Giulio Leoni, autore di Il manoscritto delle anime perdute (Nord). Modera Edoardo Vigna





 Pag: 368



Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e l’aria soffocante a infastidirlo, o la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona, per stringere con lui un’alleanza militare a nome dei Bianchi di Firenze. A turbare il poeta sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi: chi è quel frate? Possibile che lo abbia incontrato a Firenze, forse durante gli studi a Santa Croce? E quale collegamento c’è tra questa lingua favolosa e i segni misteriosi che, poche ore prima, lui ha intravisto su una pergamena nella bottega di un copista? E, insieme ai dubbi, si fa largo dalle profondità del suo animo una pulsione che lui ben conosce e che sa di non poter reprimere: l’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze. Anche il rischio di essere ritenuto responsabile dell’omicidio del copista, cui assiste impotente quella stessa notte. E, soprattutto, il rischio di cadere nella rete di Lanfranco da Cuma, il famigerato inquisitore di Santa Romana Chiesa, anch’egli a Verona per dare la caccia al frate eretico e al segreto dirompente nascosto fra le pagine del manoscritto delle anime perdute…

Tra i vicoli infuocati di Verona, i sentieri aspri degli Appennini e le strade in tumulto di Firenze, si dipana la sfida a distanza fra tre personaggi eccezionali – vertici di un triangolo d’intrighi, dispute filosofiche e morti violente –, fino al decisivo, sconvolgente incontro finale.



Domenica 19 novembre, ore 18.30 – Villa Necchi Campiglio
RICORDANDO TIZIANO TERZANI. Il giornalista, lo scrittore, l’uomo

Con Angela Terzani Staude, curatrice di Diverso da tutti e da nessuno (TEA), Folco Terzani e Luciano Fontana. Modera Daniele Bresciani








- Pag: 320

In qualsiasi momento della sua vita varia e movimentata, in qualsiasi luogo anche remoto dove l’ha portato la sua curiosità, in qualsiasi situazione l’ha spinto il suo bisogno di capire, tutti coloro che hanno incontrato Tiziano Terzani ne hanno serbato un ricordo speciale. Nei corridoi della Scuola Normale di Pisa o in quelli dell’Olivetti, in Giappone, Vietnam e Cambogia, a Bangkok, Pechino e New York, sul fiume Amur o sull’Himalaya, all’Orsigna o in giro per l’Italia a parlare dei suoi libri, e a Firenze, all’inizio e alla fine, tutti coloro che l’hanno incontrato possono raccontare un frammento di vita o un’esperienza di lavoro, riportare una battuta, tirare fuori una lettera inedita o fotografare un momento. Così è nato questo volume, curato da Angela Terzani Staude, che raccoglie oltre trenta testimonianze, la maggior parte delle quali inedite, firmate, tra gli altri e per citare soltanto gli italiani, da: Giovanna Botteri, Furio Colombo, Bernardo Valli, Giuliano Zincone. Il volume è arricchito da alcune immagini del grande fotografo Abbas e da due testimonianza dei figli Saskia e Folco.

 


- Pag: 288



TUTTI LA ODIAVANO, MA CHI POTREBBE ESSERSI SPINTO SINO ALL’OMICIDIO?
E SOPRATTUTTO: CHI ERA VERAMENTE MARIA SCARTOCCIO?

Sestri Ponente, novembre 1956. La palazzina di via D’Andrade ospita un campionario di umanità molto varia: la sarta laboriosa aiutata da una giovane apprendista timida e bella; l’oste truffaldino; la vedova insolvente con il figlio dalle spalle larghe, vita stretta e poca voglia di faticare; la cinquantenne con tanti figli ma nessun marito… Tutti sanno tutto – o quasi – di tutti. Alcuni sono amici, altri si sopportano, tutti si danno una mano per affrontare le ristrettezze. E c’è una cosa che unisce indissolubilmente gli abitanti di via D’Andrade: l’odio per la loro padrona di casa, la Maria Scartoccio. Ogni 5 del mese fa il giro degli appartamenti per riscuotere gli affitti e alla fine della giornata non c’è un inquilino che si addormenti col sorriso… Così, quando Maria Scartoccio viene trovata morta in casa, vittima di quello che sembra un grottesco incidente, tutta la palazzina tira un enorme respiro di sollievo. Forse, però, non è stato un incidente: per il maresciallo capo Galanti troppi particolari non quadrano.

Renzo Bistolfi ci racconta con ironia e partecipazione le atmosfere, i luoghi e le vicende di un tempo che ci sembra ormai remoto, ridando vita e corpo a personaggi e sentimenti capaci di suscitare nel lettore divertito un sorriso di nostalgia.





- Pag:  448


«Se scrivessi la mia biografia, stupirei il mondo»
Caterina Sforza

Figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza, Caterina ha dato prova del suo carattere già a dieci anni, quando si è proposta per diventare la moglie di Girolamo Riario, in sostituzione della cugina undicenne, giudicata troppo giovane per consumare il matrimonio. Dotata di una cultura vastissima, si è distinta in discipline considerate appannaggio esclusivo degli uomini, come l'alchimia, la chimica e le arti belliche. Dopo la morte del marito, ha governato da sola Imola e Forlì, guidando persino l'esercito in battaglia. Durante l'assedio della rocca di Ravaldino, non si è lasciata mettere con le spalle al muro da chi le aveva intimato di arrendersi, minacciandola di ucciderle i figli; al contrario, Caterina ha risposto sollevando la gonna e urlando: «Fatelo, tanto qui ho lo stampo!» Nella sua breve vita, Caterina ha fatto di tutto, tranne scrivere una biografia.

Seicento anni dopo, è una sua discendente, Francesca Riario Sforza, a celebrare la straordinarietà della sua antenata in un romanzo che ci restituisce l'immagine di una donna in anticipo sui tempi, che non si è rassegnata al ruolo di moglie e madre, ma ha lottato per farsi strada in un mondo dominato dagli uomini. Una donna forte, indipendente e incredibilmente moderna.






- Pag: 378



PIOVE PER TUTTI,
MA C’È SEMPRE QUALCUNO
SU CUI PIOVE PEGGIO



Milano, ottobre 1978. In una domenica pomeriggio qualsiasi, durante una partitella all’oratorio del quartiere di Casoretto, scoppia il finimondo. Il giovanissimo Aristide Mastronardi – passione per il calcio e un futuro da carabiniere – viene abbattuto in area. A fischiare il rigore è un ragazzetto del Ticinese: Sandro Micuzzi, capelli rossicci e un futuro da commissario di Polizia. E mentre giocatori, padri e cugini se le danno di santa ragione, non lontano dal campetto accade un episodio all’apparenza insignificante, ma legato a uno dei fatti più controversi dell’Italia del dopoguerra. L’unico a notarlo è il fratello maggiore di Aristide, Gaetano, coinvolto pure lui nella rissa.
A più di trentacinque anni di distanza, in una Milano autunnale e malinconica, il reticolo di misteri legati a quell’episodio riemerge inaspettato a opera di un avvocato americano.
E il commissario Micuzzi, trasferito per punizione nel commissariato di via Padova, oltre ad assistere attonito all’ennesima «sorpresa» della sua ex moglie Margherita, si trova coinvolto in una vicenda dai contorni confusi, complicata dalle ambiguità della Questura e dalla presenza invisibile del Servizi segreti italiani. E quando tutto sembra essere destinato a risolversi…



- Pag: 360



Versilia, estate 1967: Bruno Arcieri indaga sotto la superficie del miracolo economico

«Uno di personaggi più singolari e più amati della narrativa gialla italiana.»
LA NAZIONE


L’Italia, in pieno boom economico, si gode i frutti della pace: il benessere aumenta, la Fiat 500 è alla portata di tutti, Rocky Roberts impazza nei juke-box.
Eppure qualcuno sembra non partecipare alla festa. Si tratta di un gruppo di donne in nero, che incessantemente scrutano il mare, in silenzio. Le nota il colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri, venuto al funerale di un vecchio amico. Ma sarà il jazz della sua giovinezza, suonato dalla tromba di un misterioso musicista, a condurlo in una trappola assassina, a cui sfugge per miracolo.
Proprio per darsene ragione e scoprire le radici di vari omicidi insoluti – una famiglia ebrea massacrata nel 1944, un faccendiere legato ai servizi segreti di Salò, l’equipaggio di un sommergibile colato a picco nel Tirreno – Arcieri condurrà un’indagine privata destinata a scoperchiare un intrico di trame eversive e interessi personali di assoluto cinismo. E alla fine della corsa, ecco un’ultima, incredibile sorpresa…

Leonardo Gori raduna e intreccia da maestro una serie di temi civili e politici che ancora condizionano il nostro presente, plasmandoli in un poliziesco ad alta tensione, che è anche viaggio nella memoria di una generazione che ha ricostruito l’Italia a favore di tutti ma per il vantaggio di pochi.